Villa Ghiselli

La serata a villa Ghiselli in compagnia di Nives

Nel frattempo erano entrati nella veranda del bar di Villa Ghiselli.

Oscar notò che era veramente un posto da sogno. Una tipica villa veneta il cui portico era stato rimodernato senza alterarne l’aspetto tradizionale. Era calda e ariosa al contempo e, dal poggio sul quale era stata costruita, la vista sulla valle toglieva il fiato. Nives consigliò di affidarsi al barman che – a suo dire – era tra i migliori della zona.

«Non serve ordinare, il mio amico Nicolò prepara i cocktail basandosi sulla fisionomia delle persone. Ad alcuni serve solo birra. E scadente, anche.»

Oscar, allora, si limitò a dire che non gradiva drink dolci con vino o frutta, facendo sbarrare gli occhi al barman. Quando Nicolò arrivò con i bicchieri, sul vassoio erano allineate una serie di ciotoline dal contenuto indecifrabile.

«Cosa sto per bere, Nicolò?»

«Un “Negroni sbagliato” che ho denominato MiTo. Due parti di Bitter Campari, due parti di Punt e Mes, una parte di gin Hendricks con l’aggiunta di una fetta di mandarino e un doppio lime-twist. Somiglierà a un sacco di cose che hai già bevuto, ma non sarà uguale a nessuna.»

«E con cosa me lo hai servito?»

«Mi fa piacere che tu abbia notato questa particolarità. Ci sono dei gherigli di noce con aggiunta di sale. Accompagnano per similitudine la china del Punt e Mes, e per contrasto il dolce del vermouth. I loro oli essenziali aiutano a rallentare l’assorbimento dell’alcool. Poi delle Noci Macadamia, anch’esse ricche di oli e, per finire, delle polpettine dolci fatte con fagioli di cacao e Fava Tonka. Mangiale nell’ordine nel quale le ho elencate.»

(Estratto dal capitolo 9 de “Il paese delle donne” di Ciro Iodice Napodano)

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